Il Tribunale di Bari è a rischio crollo, le udienze si fanno in tenda. Sembra l’incipit di una commedia tragicomica e invece è proprio ciò che sta avvenendo nel capoluogo pugliese, dopo una perizia fatta da Inail dalla quale è emerso che il palazzo di giustizia è a rischio crollo immediato e senza preavviso.
Dopo la perizia, parte della struttura è stata immediatamente evacuata e improvvisata nelle tende, dove ora si tengono udienze e processi. Alcuni servizi sono stati dislocati in altre aree della città e persino fuori, creando non poche difficoltà a cittadini e lavoratori e causando una paralisi della giustizia penale di Bari. “Un fatto gravissimo – commenta Antonio Ventrelli, Segretario delle Funzioni Centrali della Fp Cgil di Bari -. Noi avevamo segnalato già da tempo l’inadeguatezza del palazzo, ma solo a seguito della perizia è cominciata l’evacuazione”.
Ma ci sono ancora lavoratori che operano all’interno del palazzo, mettendo a rischio la propria incolumità. “La situazione è pericolosa e la stiamo contestando con forza – spiega Ventrelli -. Abbiamo chiesto lo sgombero immediato, la priorità è la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini”.
“Questa soluzione di fortuna è la conseguenza dell’assenza della politica in questi anni – commenta Claudio Meloni della Funzione Pubblica Cgil Nazionale -. Una sottovalutazione che è durata anni e che ha portato a una situazione paradossale. Se non ci fosse stata la perizia, avrebbero continuato ad ignorare il problema e a mettere a repentaglio l’incolumità della comunità”.
Ma come procedere adesso? Come garantire sicurezza e servizi? “La priorità è che tutti i lavoratori escano da quegli uffici. È singolare che sia stato richiesto al personale di proseguire il lavoro lì – commenta Meloni -. In secondo luogo è importante trovare al più presto una soluzione che da una parte tuteli le persone e dall’altra garantisca l’efficienza dei servizi, che al momento sono a rischio paralisi. Infine – prosegue – è inevitabile cercare di capire come e in che tempi si può ridare a Bari un Palazzo di Giustizia degno di questo nome”.
L’impegno della Fp Cgil non si arresta e lo sguardo rimarrà, attento, sulla vicenda. “Abbiamo già fatto una prima mobilitazione: un sit-in dei lavoratori nei giorni scorsi nel cortile del palazzo. Se nei prossimi giorni non si dovesse procedere con lo sgombero immediato e definitivo, rinnoveremo la protesta. Nel frattempo – conclude Ventrelli – ci auguriamo che il ministero si faccia carico di questo fatto gravissimo”.